7 giugno, 2007

I CONTI DI D’ALEMA NON TORNANO

Posted in POLITICA a 3:59 pm di d1ma

Archiviato il caso Visco, incalza quello D’Alema. Il governo, insomma, non trova pace e dopo la vittoria al Senato sul viceministro dell’Economia si riscopre alle prese con un’altra patata bollente, resa nota da un articolo pubblicato sulla Stampa lo scorso mercoledì. In sostanza, queste le indiscrezioni, il vicepremier avrebbe presunti fondi segreti in Sud America, movimentati attraverso una società denominata Inepar.

Ed è subito caos. Il titolare della Farnesina passa immediatamente al contrattacco, parlando di “risibili e indecenti insinuazioni” contro la sua persona, e minacciando di agire legalmente contro la Stampa: “Difenderò fino in fondo la mia onorabilità”, anche perché per D’Alema si tratta di “spazzatura in circolazione da molto tempo”, messa in giro da “provocatori che sono noti, e le cui gesta sono all’attenzione della magistratura”.

Sarà. Ma dal canto suo, la Stampa controreplica, diffondendo una nota per ribadire che “il dossier è al centro di un’inchiesta della magistratura milanese che, evidentemente, non ha ancora deciso di considerarlo spazzatura”. E intanto i Ds fanno quadrato.

Un comunicato dell’esecutivo del Botteghino smentisce ogni cosa: “Non sono mai esistiti né esistono conti esteri ascrivibili direttamente o indirettamente ai Ds o ai loro dirigenti nazionali. E’ ormai evidente – continua la nota – che è in atto una campagna di aggressione con l’obiettivo di delegittimare sul piano politico e morale i Ds e i suoi dirigenti e di colpire il processo di costruzione del nuovo Partito Democratico”.

Del resto, la spada di Damocle delle i intercettazioni sulla vicenda Unipol, ancora incombe sul capo della Quercia. Dunque, si spiega la dura reazione del partito che si sente assediato e promette di ribellarsi: “Ci rifaremo in sede civile con la Stampa – così sbottano a via Nazionale – e stavolta andremo fino in fondo, niente transazioni”.

In difesa di D’Alema, e soprattutto del Partito democratico, visto il sospetto di una vera e proprio campagna di delegittimazione, scende anche la Margherita che protegge “un obiettivo e orizzonte comune che in nessun modo potrà essere appannato da polveroni e campagne medianiche”. Mentre il presidente della Camera Fausto Bertinotti, si dice preoccupato per i “miasmi” che stanno investendo la politica.

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